Oltre i gate: la sicurezza viaggia anche sulla terra
Dalle innovazioni digitali agli strumenti di controllo smart, ogni passo verso un futuro più sicuro e sostenibile passa anche dalla precisione della stampa.
Viaggiare oggi è davvero più sicuro?
Ogni anno milioni di persone attraversano i gate di un aeroporto senza immaginare quanto complessa sia la macchina della sicurezza che li protegge.
Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia, le tecnologie legate alla pianificazione dei viaggi, al controllo dei flussi e alla sicurezza hanno vissuto un’evoluzione rapidissima, spingendo l’intero settore verso una digitalizzazione mai vista prima.
Eppure, nonostante i progressi, i pericoli restano dietro l’angolo: truffe, frodi e violazioni dei dati rischiano di trasformare il piacere di un viaggio in un lungo percorso a ostacoli.
Mentre la tecnologia continua a rimodellare il modo in cui viaggiamo anche i criminali digitali evolvono, si ha quindi una corsa alla sicurezza continua.
Gli aeroporti, più di qualsiasi altro luogo, sono diventati il laboratorio perfetto per testare le tecnologie del futuro.
L’innovazione corre tra i gate
Con il costante aumento del traffico aereo a livello globale, anche la sicurezza ha assunto un ruolo sempre più centrale. Gli aeroporti di tutto il mondo stanno investendo in tecnologie avanzate per garantire maggiore efficienza e tutela, sia per i passeggeri sia per lo staff. L’introduzione di sistemi intelligenti è ormai cruciale: consente decisioni più rapide, una migliore gestione dei rischi e un’esperienza di viaggio più fluida e coinvolgente.
Tra le innovazioni chiave spiccano Intelligenza Artificiale e Machine Learning. Queste tecnologie permettono, ad esempio, di individuare con maggiore precisione bagagli abbandonati, accessi non autorizzati o comportamenti anomali. All’aeroporto di Singapore Changi Airport, i sistemi di sorveglianza basati su IA stanno sperimentando un’accelerazione dei controlli di sicurezza fino al 50% rispetto ai processi tradizionali. Allo stesso modo, l’Amsterdam Schiphol Airport ha adottato modelli predittivi e strumenti digitali che, nel 2024, hanno permesso di evitare oltre 4.000 minuti di congestione dei flussi passeggeri.
Anche biometria e automazione stanno trasformando l’esperienza aeroportuale. Il riconoscimento facciale, la scansione dell’iride e le impronte digitali consentono di verificare l’identità dei passeggeri in modo rapido e preciso, limitando l’accesso alle aree riservate solo al personale autorizzato e riducendo la necessità di contatto umano. Secondo il sondaggio svolto dalla International Air Transport Association (IATA), circa il 46% dei viaggiatori ha già utilizzato sistemi biometrici in aeroporto e il 73% li preferisce ai metodi tradizionali.
Quando un ransomware manda in tilt gli aeroporti: il caso ARINC MUSE
Nonostante le innovazioni tecnologiche attuate negli ultimi anni, gli attacchi hacker, anche di natura più complessa e strutturata, rimangono un pericolo di cui spesso vengono ignorate le conseguenze. Il 20 Settembre 2025 un ransomware, ossia un tipo di malware che blocca sistemi e dati chiedendo un riscatto per ripristinarli, ha messo in ginocchio il sistema MUSE di Collins Aerospace, la piattaforma che gestisce check-in e imbarco in scali come Bruxelles, Dublino e Londra Heathrow. Nel giro di poche ore, i terminal si sono riempiti di passeggeri in attesa: centinaia di voli cancellati, decine di migliaia di viaggiatori coinvolti e perdite economiche stimate in oltre 20 milioni di euro tra compagnie aeree e aeroporti.
L’attacco ha mostrato quanto sia fragile l’ecosistema digitale dell’aviazione: un solo fornitore compromesso può bloccare mezza Europa. Gli esperti parlano di un classico caso di attacco supply-chain, reso possibile da sistemi legacy non aggiornati, VPN obsolete e mancanza di segmentazione tra reti operative e reti di servizio. In pratica, un’unica falla ha permesso al malware di propagarsi rapidamente tra i server condivisi.
Oltre al caos e ai danni economici, l’incidente ha evidenziato la necessità urgente di investire in infrastrutture più moderne, backup offline e strategie zero-trust. La vera difesa resta però umana: formazione, consapevolezza e procedure chiare. Perché nella cybersicurezza, la tecnologia protegge solo quanto chi la gestisce sa reagire.
A difesa del pianeta
Negli ultimi anni alcuni aeroporti si sono distinti non solo per la loro capacità di gestire flussi sempre più grandi, ma anche per il loro impegno ambientale. Per esempio, l’Aeroporto di Roma Fiumicino ha inaugurato una “solar farm” da circa 22 MWp (Megawatt di picco) con 55 000 pannelli solari: l’impianto è in grado di generare oltre 30 milioni di kWh all’anno e di ridurre le emissioni di CO₂ dello scalo di oltre 11 000 tonnellate l’anno.
Analogamente, il Vancouver International Airport (YVR) ha portato a termine due progetti di illuminazione LED, sostituendo 21.000 luci nel terminal: ciò equivale al consumo energetico di oltre 200 abitazioni e a una riduzione di circa 86 tonnellate di carbonio all’anno solo per quel segmento dell’iniziativa.
Infine, secondo un altro documento di IATA, le operazioni di terra degli aeromobili — taxi, rullaggio, uso dell’APU (Auxiliary Power Unit, un piccolo motore a turbina presente nella coda dell’aereo) — rappresentano quasi l’8 % delle emissioni totali dell’aeromobile: un dato che fa capire quanto l’efficienza non sia solo “a monte” ma anche nella gestione degli aeroporti stessi.
Questi esempi mostrano come la sostenibilità aeroportuale stia diventando un imperativo operativo concreto: non solo “fare meno male” all’ambiente, ma ripensare processi, infrastrutture e tecnologia in modo da generare valore — per i passeggeri, per il territorio, e per le aziende che operano nel settore.
Tecnologia e responsabilità: il viaggio continua anche sulla carta
La sicurezza e la sostenibilità non sono più obiettivi separati, ma parti di un’unica visione: rendere ogni viaggio più efficiente, più consapevole e più umano.
Custom lavora in questa direzione sviluppando soluzioni che uniscono innovazione tecnologica e responsabilità ambientale, come VeriPrint®, una tecnologia che controlla in tempo reale la corrispondenza tra i dati inviati alla stampante e quelli effettivamente stampati, grazie a un sistema integrato di scansione e verifica. (www.custom.biz/it_IT/articolo/veriprint)
L’esperienza del gruppo nel settore ha reso possibile l’ideazione di tecnologie che diminuiscono i costi di gestione. Tra queste spiccano l’auto-calibrazione delle stampanti per carte d’imbarco che consente di azzerare il consumo di carta durante la sostituzione del rotolo e la tecnologia RFID per i bagagli. La stampa diretta dell’RFID sulle etichette permette di monitorare ogni fase del viaggio del bagaglio, riducendo al minimo i rischi di perdita o ritardo e contribuendo alla sostenibilità in conformità alla norma IATA RES 753.
Pubblicato il 27/11/2025 in Tendenze & Mercati